Area Minori e Accoglienza
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Accompagniamo le persone richiedenti asilo fin dal primo ingresso nei nostri centri di accoglienza, lungo tutto il percorso di integrazione legale, sanitaria, scolastica e lavorativa, per costruire insieme a loro un cammino verso l’autonomia.
La Cooperativa gestisce percorsi di accoglienza e inclusione attraverso i CAS — Centri di Accoglienza Straordinaria e il SAI — Sistema di Accoglienza e Integrazione, con guide di benvenuto per i beneficiari disponibili in italiano, inglese e francese.
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Progetto di Affido familiare per Minori Stranieri
Non Accompagnati
“Più Tempo Insieme“
Il progetto intende realizzare forme di Affido familiare part-time in favore dei ragazzi ospitati nelle strutture di seconda accoglienza dedicate ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), attraverso l’attivazione di percorsi di sensibilizzazione/formazione in favore delle famiglie candidabili e di momenti di affiancamento propedeutici all’attivazione di affidi part-time per periodi variabili. Attraverso il progetto, un ragazzo o un minore potrà trascorrere con una famiglia accogliente momenti di quotidianità nel fine settimana, nelle vacanze o per poche ore al giorno, potendo così sperimentare nuove relazioni con adulti di riferimento ed un contesto familiare diverso dal proprio. Sono previste forme di accompagnamento e sostegno alla famiglia affidataria da parte di un educatore professionale e di una rete di famiglie. L’ affidamento familiare, seppure resti uno dei percorsi di accoglienza da preferire per i minori stranieri privi anche di una rete parentale tale da consentire il ricongiungimento è da considerarsi ad oggi, una “prassi di accoglienza poco utilizzata” soprattutto in virtù dell’inadeguatezza di molti Enti sia pubblici che del privato sociale, di diffondere ed organizzare la “cultura dell’accoglienza” in ambito familiare.
Le principali forme di affido saranno:
- part-time : il bambino trascorre con la famiglia affidataria una parte della giornata (per esempio il pomeriggio dopo la scuola) in cui altrimenti verrebbe lasciato a se stesso. Elemento fondamentale di questo tipo di affido è la vicinanza della famiglia affidataria e la comunità di seconda accoglienza di provenienza, in cui il minore rientra comunque la sera;
- week-end e vacanze : il minore, che vive presso la comunità di accoglienza , trascorre presso la famiglia affidataria periodi brevi ma ripetuti nel tempo e le vacanze per tempi più prolungati;
Contesto di intervento e fabbisogni
Il contesto di intervento è quello della Provincia di Benevento, in cui ricade la struttura di seconda accoglienza di Colle Sannita ed altre nei territori limitrofi.
Si tratta di strutture SPRAR in cui sono attivate forme di accoglienza integrata basata sul modello dell’accoglienza diffusa. L’obiettivo principale è l’autonomia individuale dei richiedenti/titolari di protezione internazionale e umanitaria accolti così come indicato nelle Linee Guida dello SPRAR. I servizi minimi garantiti vengono erogati non in un’ottica assistenzialistica che vede il beneficiario come mero fruitore, bensì con modalità che ne promuovano l’attivazione e il perseguimento dell’autonomia. I servizi garantiti sono di norma:
- la mediazione linguistico-culturale;
- l’accoglienza materiale;
- l’orientamento e accesso ai servizi del territorio;
- la formazione e riqualificazione professionale;
- l’orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo;
- l’orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo;
- l’orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale;
- la tutela legale;
- la tutela psico-socio-sanitaria;
- l’aggiornamento e gestione della Banca Dati.
Il modello dell’accoglienza diffusa vede il suo fondamento nella centralità del territorio in cui si attua, nella costituzione di una rete di soggetti pubblici e privati che sostengano e promuovano i percorsi dei beneficiari. Pertanto all’interno dei servizi erogati viene dato risalto all’orientamento e accompagnamento a tutti i servizi presenti sul territorio al fine di acquisire in ambiente protetto le competenze necessarie per potersi integrare su tutto il territorio nazionale.
Tuttavia, una volta stabilizzata la permanenza, i minori possono manifestare il bisogno di confronto reale con la comunità accogliente ed in questo le forme di affido possono rappresentare un primo passo verso una vita “in famiglia”. Inoltre contestualmente si stimola la “partecipazione attiva” della comunità cittadina verso lo scambio reciproco.
In questo contesto di vita in comunità, in cui i minori accolti trascorrono del tempo con loro pari e con figure di riferimento adulte, l’affido rappresenta uno strumento per arricchire l’esperienza di vita degli stessi.
Il bisogno principale resta dunque quello dell’inclusione, in un ottica di complementarità con le attività assicurate con la seconda accoglienza.
Obiettivi generali della proposta progettuale
- Promuove la cultura dell’affidamento familiare e la “dottrina” dell’ accoglienza e della solidarietà sostenibile, agendo sul contesto sociale in cui ricade il progetto
- Favorire forme di sostegno volte anche ad abbattere discriminazioni e pulsioni razziali in alcuni casi già emerse sul territorio di implementazione del progetto;
- Garantire la complementarità degli interventi con quelli erogati per la seconda accoglienza;
- Monitorare ed accompagnare il minore e la famiglia affidataria nel “cammino di accoglienza in famiglia” attraverso interventi di sostegno e verifica, sul modello dell’ “educativa domiciliare”;
- Sensibilizzazione all’affido familiare;
- Integrazione e mantenimento della rete dei servizi dedicati all’affido familiare;
Obiettivi specifici della proposta progettuale
- Individuazione, attraverso colloqui mirati con i minori ospiti delle strutture di seconda accoglienza, di soggetti con particolari “predisposizioni psicologiche-sociali-familiari” connesse naturalmente anche all’età e al vissuto, per i quali è possibile preferire il percorso di affidamento familiare ad altre forme di accoglienza, avviando con i professionisti impegnati nel progetto, percorsi individuali formativi preparatori e di supporto psicologico, istruendo conseguentemente le procedure previste per il competente tribunale;
- Predisposizione per ciascun caso di un progetto educativo individualizzato. Tale progetto indicherà le motivazioni dell’affido, durata e gli impegni degli affidatari, degli affidanti e del progetto, nonché le modalità di vigilanza per il periodo di affidamento;
- Attivare gli affidi presso le famiglie predisposte, seguendo le linee guida del Ministero;
- Realizzazione di percorsi di formazione rivolti alle famiglie sensibili e motivate all’affido familiare con il coinvolgimento di psicologi, assistenti sociali, esperti in affido familiare e mediatori culturali;
Risultati attesi
- informare più famiglie sulle tematiche dell’infanzia e sull’affido attraverso campagne di
- comunicazione e sensibilizzazione;
- sensibilizzare alla dimensione dell’affido un ampio numero di famiglie, attraverso motivazioni e spunti di approfondimento;
- valutare e orientare all’affido, nelle sue varie forme, i nuclei familiari che abbiano una solida motivazione e che siano dotati dei requisiti necessari;
- aggregare le famiglie che si orientano a questa scelta di vita e di azione, creando condizioni per un “lavoro di rete”: motivazioni comuni, un comune sentire, metodologie d’azione con un comune denominatore;
- preparare le famiglie affidatarie aderenti alla rete attraverso percorsi di gruppo ed individuali, utilizzando professionisti del settore e creando così i presupposti per un’esperienza più fruttifera per tutti i soggetti coinvolti;
- sostenere il lavoro educativo dei genitori affidatari, della famiglia di origine e della comunità educante attraverso consulenze professionali da parte di psicologi, pedagogisti, educatori.

Guardo i volti delle persone che lottano per la propria vita, e non vedo estranei (Robert Brault).






PROGETTO FAMI 23 “AYLAN“
Il progetto di accoglienzaper Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) FAMI 23 “Aylan” si inserisce nel quadro delle politiche nazionali ed europee di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in conformità con:
la Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo;
il D.Lgs. 142/2015;
la Legge 47/2017 (Legge Zampa);
le Linee guida del Ministero dell’Interno;
il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.
Il progetto risponde all’esigenza di garantire accoglienza qualificata, protezione, inclusione sociale e percorsi di autonomia a favore di MSNA presenti sul territorio nazionale, assicurando standard omogenei di presa in carico e interventi personalizzati.
L’obiettivo generale del progetto è garantire ai MSNA:
condizioni di accoglienza dignitose e sicure;
tutela psico-fisica e giuridica;
accesso ai diritti fondamentali;
accompagnamento verso l’autonomia e l’integrazione sociale.
Il progetto mira inoltre a prevenire situazioni di marginalità, sfruttamento e devianza, promuovendo percorsi di crescita responsabile e inclusione attiva. E’ rivolto a:
Minori stranieri non accompagnati di età compresa tra i 14 e i 18 anni, presenti sul territorio nazionale;
MSNA in fase di prima accoglienza;
Minori in condizione di vulnerabilità (traumi, fragilità psicologica, background migratorio complesso).
Il progetto prevede un modello di accoglienza integrata, strutturato su più livelli:
Accoglienza residenziale in strutture a dimensione familiare;
Presa in carico multidisciplinare;
Progettazione educativa individualizzata.
Le strutture di accoglienza site in Riccia (CB), Bojano (CB) e Termoli (CB) rispettano i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di accoglienza dei minori.
FASI DI INTERVENTO
Prima accoglienza e valutazione iniziale
accoglienza materiale e logistica;
valutazione dei bisogni primari;
colloqui conoscitivi e anamnesi sociale;
valutazione dello stato di salute e invio ai servizi sanitari;
supporto nella nomina del tutore legale;
avvio delle procedure amministrative e di identificazione.
Presa in carico educativa e sociale
Per ciascun minore viene elaborato un Progetto Educativo Individualizzato (PEI) che tiene conto di:
storia personale e migratoria;
livello di istruzione;
competenze linguistiche;
aspirazioni personali;
fragilità psicologiche;
contesto territoriale.
Il PEI viene monitorato e aggiornato periodicamente.
Supporto psicologico
screening psicologico iniziale;
colloqui individuali;
supporto alla rielaborazione del trauma migratorio;
interventi di mediazione culturale;
eventuale invio ai servizi specialistici.
Assistenza legale e amministrativa
informazione sui diritti e doveri;
supporto per la richiesta di protezione internazionale;
accompagnamento nelle procedure per il permesso di soggiorno;
supporto nella relazione con autorità giudiziarie e amministrative;
raccordo con tutori e servizi sociali.
Integrazione scolastica e formativa
iscrizione e frequenza a corsi di alfabetizzazione linguistica (L2);
inserimento nel sistema scolastico o nei percorsi di istruzione e formazione professionale;
orientamento scolastico e professionale;
supporto allo studio;
certificazione delle competenze.
Inserimento socio-lavorativo
laboratori di orientamento al lavoro;
tirocini formativi e borse lavoro;
collaborazione con aziende locali;
educazione alla legalità e ai diritti del lavoro;
accompagnamento all’autonomia abitativa (per i neomaggiorenni).
Attività educative e di socializzazione
attività sportive e ricreative;
laboratori espressivi e culturali;
educazione civica e interculturale;
coinvolgimento nella comunità locale;
promozione del volontariato giovanile.
Ruolo dell’équipe multidisciplinare
L’équipe di progetto è composta da:
coordinatore di progetto;
educatori professionali;
assistente sociale;
psicologo;
mediatore culturale;
operatore legale;
operatori notturni.
L’équipe opera in modo integrato garantendo continuità educativa e presa in carico globale.
Monitoraggio e valutazione
monitoraggio continuo dei percorsi individuali;
indicatori di risultato e di impatto;
reportistica periodica;
valutazione qualitativa e quantitativa delle attività;
raccolta di buone pratiche.
Risultati attesi
miglioramento del benessere psico-fisico dei minori;
incremento delle competenze linguistiche e scolastiche;
rafforzamento dell’autonomia personale;
riduzione del rischio di esclusione sociale;
inserimento positivo nel tessuto sociale e lavorativo.
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